Forse non tutti sanno che questo e’ l’Anno Europeo delle Pari Opportunita’.
Mi fa un po’ sorridere sapere che si deve dedicare un anno a questa tematica (come a tante altre), sono un po’ titubante quando si parla di festa di questo, festa di quello, anno di questo e di quello. Ma se puo’ servire, ben venga. E’ che spesso sono solo titoli di grandi eventi e convegni, molto distanti dalla nostra quotidianita’ e ne ricordiamo pochi. Quello che ricordo sempre io, perche’ aiutato dalla pubblicita’, e’ l’auto dell’anno….
Pero’ non si puo’ non evidenziare l’importanza della questione e lo sento anch’io fortemente, anche se, devo dire la verita’, il mondo blog/web e’ un mondo nel quale non mi sono mai sentita discriminata…
Ho letto qualche post sullo ZenaCamp e la presenza femminile.
Si rilevava come ci fossero poche donne. Io non ho avuto questa sensazione.
Non eravamo ‘molte’ ma nemmeno ‘poche’ e fa un po’ sorridere che ad ogni evento, conferenza, riunione si faccia spesso riferimento alla percentuale di donne su totale uomini presenti, come indicatore della partecipazione femminile. Secondo me guardando la questione solo da questo punto di vista si rischia di delineare cause e scenari catastrofici e mondi divisi tra uomini e donne. Io non voglio pensarla cosi.
In ogni caso, dicevo, questo dovrebbe essere un anno particolare.
Un anno nel quale riflettere sul concetto di ‘beneficio della diversita’, la diversita’ come ricchezza- opportunita’ - potenza creativa.
Non si parla quindi solo di discriminazione di genere, ma di discriminazione in genere e comprende quindi le persone anziane, diversamente abili, di diversa etnia religione e sessualita’.
Temi scottanti.
Vi avevo segnalato in un precedente post l’iniziativa Futuro@lfemminile al quale vi rimando per tutte le informazioni anche relativamente alle statistiche di genere dell’ISTAT.
Aggiungo pero’ per il discorso Europeo che altra documentazione e’ reperibile nell’ Eurobarometer survey on discrimination and inequality in Europe carried pubblicato nel gennaio 2007, una serie di pdf ben fatti, divisi per Stato Europeo che riassumono il risultato di una serie di interviste fatte a campione. Per l’Italia qui (.pdf in inglese).
Giusto un flash per farvi venire voglia di leggerlo:

Molto interessante e’ anche il Business Case delle diverisita’ (.pdf) realizzato dalla Commissione Europea per gli Affari Sociali e le Pari Opportunita’ che raccoglie dati ed informazioni su ‘come le grandi aziende europee si sono attrezzate per gestire le diversita’.
Colgo l’occasione, visto che parliamo tra le altre cose anche di donne, donne e uomini al lavoro e donne e tecnologia, il barcamp al Femminile,
ed uno studio dell’EuroStat su Women, science and technology:Measuring recent progress towards gender equality (.pdf in inglese) e la ‘RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTOEUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sulla parità tra donne e uomini - 2007′ che trovate qui (.pdf italiano).
Ultimo ma non meno importante, per chi vuole cimentarsi su queste tematiche e partecipare in modo creativo, il Contest Fotografico Europeo
Chi può partecipare?
Il concorso è aperto agli studenti di fotografia, belle arti, grafica, grafica pubblicitaria, comunicazione visiva, media design e altre discipline affini. I partecipanti dovranno risultare iscritti ad un istituto accademico, universitario o scolastico appartenente ad uno dei 27 stati membri dell’UE. Le iscrizioni potranno essere individuali o di gruppo, purché ogni squadra sia composta da un massimo di 3 studenti.
Leggi tutto…
Scadenza del concorso: 30 Giugno 2007.
Per chi invece, vuole approfondire ancora di piu’ questi temi, in modalita’ multi-discipilnare si puo’ affidare al mitico e famoso Saggio di Simone de Beauvoir, Il Secondo Sesso, pubblicato per la prima volta nel 1949.
Beauvoir Simone de - Il secondo sesso
Editore
Il Saggiatore
(collana Cultura)
In sintesi
Nel 1949 esce “Il secondo sesso” che fece, allo stesso tempo, successo e scandalo. Con veemenza da polemista di razza, de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna e i relativi attributi. In questo saggio l’autrice si esprime in un linguaggio nuovo, parla di controllo delle nascite e di aborto, sfida i cultori del bel sesso con ‘le ovaie e la matrice’. Provocando il pubblico conservatore, de Beauvoir cerca riconoscimento personale e solidarietà collettiva, e li avrà. L’opera di respiro universale è diventata una tra le fondamentali del Novecento.
Fine Partita. A quando il MenCamp?



















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