.. al quale affidare speranze, sogni, incoraggiamenti ed emozioni positive.
Nel lavoro, a scuola, nella mia vita.
Leadership. Una parola abusata. Troppo.
Una parola il cui significato mi affascina da morire.
Una parola impetuosa, quasi dura e cinica, ma confortevole.
Una parola che fa venire subito in mente una qualità umana, una virtù: il coraggio.
W.Churchill affermava che
‘Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre’
ed io mi trovo molto d’accordo.
Soprattutto in questo periodo elettorale si sente un gran parlare di Premier, dandogli una connotazione da leader carismatico. Eppure io non ne riconosco nessuno, ho fatto fatica a votare.
Comprendo però che i leghisti abbiano votato ad esempio, la Lega per il merito carismatico di Umberto Bossi, personaggio con il quale mi trovo in disaccordo (e questo non è tema di questa trattazione) ma che ha saputo probabilmente gestire con toni forti il suo percorso politico.
Sento dire spesso in giro che Bossi ha avuto il coraggio di dire le cose che altri solo pensavano, usando appunto frasi forti, gesti eclatanti, alzando la voce.
E’ questa la leadership?
Quando si è in azienda invece si dedica il termine leader a colui il quale viene rispettato, spesso è autoritario e poco autorevole, tutti lo ascoltano ed ha capacità estreme di trascinar folle e cambiare direzione in modo imprevedibile con buoni risultati.
E’ questo il leader?
La leadership è un tema importantissimo. In questo tempo di ‘crisi morale’ si parla di mancanza di leader per i giovani oppure si dice meglio, i giovani seguono i leader sbagliati, falsi modelli che li portano solo ad autodistruggersi.
I corsi di motivazione del personale e la lunghissima bibliografia sul tema, invitano spesso a identificarsi ed emulare questi nostri leader, chissà che seguire le orme di un orso bruno non ci faccia a nostra volta diventare un orso di pari stazza.
Mah.
Riconosco nel ruolo del formatore un naturale processo di leadeship.
Un gran formatore è spesso un leader.
La sua autorevolezza e capacità di guida possono portare grandissimi benefici e risultati spesso impensabili.
Quasi tutti noi ricordiamo i nostri migliori prof, quelli che ci hanno fatto odiare o amare una materia, cambiando magari il corso della nostra storia personale.
Io sono genitore, il genitore può o deve essere un leader?
Forse si, lo deve.
So che come genitore devo fare il possibile per indirizzare mia figlia, ma so anche che non devo negarle la mia paura e che il coraggio è un percorso, non si nasce coraggiosi, lo si diventa.
Si affrontano mille prove, ci si piega, si soffre ci si rialza, le prove allenano i muscoli del coraggio ed un giorno, se si è in grado, ci si sente più forti.
Oggi è un giorno di riposo lavorativo e non voglio fare un trattato su un argomento per me guida, voglio solo dedicare questo posto ad un amico che sta soffrendo molto per la malattia ed ad un personaggio, Randy Pausch, un professore americano presso la Carnegie Mellon University, il professore che molti di voi ricorderanno per il suo libro The Last Lecture.
Il suo video, l’ultima lezione che ha fatto il giro del mondo, mi gira spesso nella testa, come gli occhi del mio amico.
La capacità di rendere la vita un viaggio indimenticabile è una virtù. Come il coraggio?
Come dice bene Randy Pausch, la sua lezione è stata fatta per tre persone, i suoi tre figli e quando saranno grandi avranno la possibilità di capire ed apprezzare il messaggio che da padre ha sempre cercato di trasmettere.
Il professor Pausch è stato anche mentore per molti studenti e per me, per il valore che do al coraggio ed in particolare al suo pensiero, un leader.
















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